Il metodo TeamWorking

Dall’esperienza a quello che resta il giorno dopo

Lavagna con una barca a vela disegnata e la domanda Where do we go, usata durante un debriefing

Perché partiamo sempre da un’esperienza

Un concetto spiegato in aula dura il tempo di una slide. Un concetto vissuto sul campo resta, perché chi l’ha vissuto se lo ricorda con il corpo prima che con la memoria. Per questo da venticinque anni facciamo formazione attraverso esperienze: si porta la squadra in una situazione nuova, dove le abitudini smettono di funzionare, e si guarda cosa fa. Quello che fa lì è quello che fa in ufficio, solo più visibile.

Il ciclo di Kolb, con un passaggio in più

Il metodo segue il ciclo dell’apprendimento esperienziale di David Kolb: si vive un’esperienza concreta, la si osserva, se ne ricava un principio, lo si mette alla prova in un’azione nuova. Noi ci abbiamo aggiunto un passaggio, tra la consapevolezza e l’azione: l’allineamento. Prima di tornare al lavoro, il team decide insieme cosa tenere e cosa cambiare, e lo dice ad alta voce. È quel passaggio a fare la differenza tra una bella esperienza e un’esperienza che si vede ancora il giorno dopo.

Il ciclo di Kolb con il passaggio in più di TeamWorking Cinque tappe disposte in cerchio, percorse in senso orario. Esperienza: si vive qualcosa insieme, la esperienza concreta di Kolb. Osservazione: il trainer osserva, e il team osserva se stesso, la osservazione riflessiva. Consapevolezza: il team riconosce cio’ che funziona e cio’ che blocca, la concettualizzazione astratta. Allineamento: si decide insieme cosa tenere e cosa cambiare; e’ il passaggio aggiunto da TeamWorking, che nel ciclo originale non c’e’. Azione: quello che e’ stato deciso torna in ufficio con la squadra, la sperimentazione attiva. Dall’azione si torna all’esperienza e il ciclo ricomincia. Ciclo di Kolb, con un passaggio in più 1 Esperienza Si vive qualcosa insieme. esperienza concreta 2 Osservazione Il trainer osserva, e il team osserva se stesso. osservazione riflessiva 3 Consapevolezza Il team riconosce ciò che funziona e ciò che blocca. concettualizzazione astratta 4 Allineamento Si decide insieme cosa tenere e cosa cambiare. 5 Azione Quello che è stato deciso torna in ufficio con la squadra. sperimentazione attiva IL PASSAGGIO IN PIÙ Nel ciclo originale non c’è: prima di tornare al lavoro, il team decide insieme, ad alta voce.
Il ciclo di Kolb con il passaggio in più di TeamWorking Le stesse cinque tappe in colonna, dall’alto in basso, con il ritorno dall’ultima alla prima. Esperienza: si vive qualcosa insieme, la esperienza concreta di Kolb. Osservazione: il trainer osserva, e il team osserva se stesso, la osservazione riflessiva. Consapevolezza: il team riconosce cio’ che funziona e cio’ che blocca, la concettualizzazione astratta. Allineamento: si decide insieme cosa tenere e cosa cambiare; e’ il passaggio aggiunto da TeamWorking, che nel ciclo originale non c’e’. Azione: quello che e’ stato deciso torna in ufficio con la squadra, la sperimentazione attiva. Dall’azione si torna all’esperienza e il ciclo ricomincia. e si ricomincia 1 Esperienza Si vive qualcosa insieme. esperienza concreta 2 Osservazione Il trainer osserva, e il team osserva se stesso. osservazione riflessiva 3 Consapevolezza Il team riconosce ciò che funziona e ciò che blocca. concettualizzazione astratta 4 Allineamento Si decide insieme cosa tenere e cosa cambiare. 5 Azione Quello che è stato deciso torna in ufficio con la squadra. sperimentazione attiva IL PASSAGGIO IN PIÙ — LA TAPPA 4 Nel ciclo originale non c’è: prima di tornare al lavoro, il team decide insieme, ad alta voce. Ciclo di Kolb, con un passaggio in più.
Il ciclo dell’apprendimento esperienziale di David Kolb. La quarta tappa, l’allineamento, l’abbiamo aggiunta noi.

Come si svolge, in pratica

Ogni attività ha tre tempi. Il briefing, in cui diciamo al gruppo cosa guardare, senza rovinare la sorpresa. L’esperienza, in cui il trainer osserva più di quanto parli. Il debriefing, in cui il team racconta cosa ha visto di sé e sceglie una o due cose da portarsi in ufficio. Nei format ludici il debriefing è leggero, nei format Training è strutturato, nel Team Coaching diventa il cuore del lavoro.

Cosa ti porti a casa: un gruppo che ha visto le proprie dinamiche con i propri occhi, un linguaggio comune per parlarne (chi decide, chi ascolta, chi aspetta) e una decisione presa insieme, piccola e concreta, che il giorno dopo è già in vigore.

Cosa non promettiamo: che una giornata cambi un’organizzazione. Una giornata la rende visibile. Cambiarla è il lavoro del percorso, quando serve.

Tre livelli, una sola logica. Il Team Building fa emergere. Il Training fa emergere e dà un nome. Il Team Coaching fa emergere, dà un nome e accompagna nel tempo, con verifiche a scadenze fisse. Si entra dal livello che serve, e si può restare lì.

Le cinque cose che guardiamo in una squadra

Identità, ruoli, valori, direzione, comportamenti: sono le cinque dimensioni su cui leggiamo un team, e sono le stesse del libro. Un’attività le tocca tutte, ma ogni format le tocca in modo diverso. Per questo il format lo scegliamo in base a quale delle cinque ti serve vedere.

E le due che guardiamo sempre: come il team decide, e come gestisce il disaccordo. Sono le più difficili da vedere dall’interno e le più facili da vedere in un’attività.

Sul debriefing siamo esigenti. È la parte che quasi tutti vorrebbero saltare per andare all’aperitivo, ed è la parte per cui, il giorno dopo, vale la pena aver fatto tutto il resto.

Venticinque anni di prove sul campo

Dal 2001 abbiamo lavorato con più di ottocento aziende, in Italia e nel Golfo, e con 79.450 persone. Il metodo è nato guardando loro: ogni volta che un gruppo si bloccava nello stesso punto, prendevamo nota.

I format vanno dall’esperienza leggera al percorso strutturato, e la scelta dipende da tre cose: cosa vuoi che il team si porti a casa, quanti siete, quanto tempo e spazio avete. Con le stesse tre cose costruiamo anche i programmi di Team Coaching.

Ogni attività è progettata sull’obiettivo, sulla composizione del gruppo e sulla profondità che vuoi raggiungere. Lo stesso format, con due obiettivi diversi, è due giornate diverse.

Chi c’è dietro il metodo

La squadra

Come lo raccontiamo noi

Come lo raccontano i clienti

Da dove viene tutto questo

Il metodo ha debiti dichiarati: Kolb per il ciclo, Lencioni per le disfunzioni di un team, Dilts per i livelli logici, Clutterbuck per il team coaching. I libri che ci hanno formato stanno in Libri sul team building, con il motivo per cui li consigliamo.

Quando quello che emerge merita un dopo

Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.

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25

anni di esperienza sul campo

800+

aziende che ci hanno scelto

79.450

persone che hanno partecipato

Parliamo del tuo prossimo team building

Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.

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