Assessment

Come è fatta una squadra, restituito a chi la compone.

Una partecipante presenta il lavoro del gruppo ai colleghi che ascoltano

A che cosa serve

L’assessment restituisce come funziona ciascuna persona e come funziona il gruppo. Non è una pagella, e non è uno strumento in mano a chi decide delle carriere. Serve alle persone che ci sono dentro, che quasi sempre sanno di sé meno di quanto credono.

Capita di sopravvalutare una capacità e di sottovalutarne un’altra, di ignorare del tutto un proprio talento, di non accorgersi di quanto il contesto pesi su quello che si riesce a fare. L’assessment mette quelle cose davanti, con accanto qualcuno che sa leggerle.

Il guadagno per il gruppo arriva subito ed è indiretto: capire come è fatto un collega spiega comportamenti che da fuori sembravano arbitrari, e toglie di mezzo la quota di attrito che nasceva da un fraintendimento.

Com’è, dal vivo

Una sessione non somiglia a un test. Il video dà l’idea del tono con cui si lavora.

Che cosa restituisce a una persona

  1. Se la posizione che ricopre corrisponde alle sue capacità, o se ne usa una parte soltanto.
  2. Quali sono i punti di forza, compresi quelli che non aveva mai contato come tali.
  3. Dove stanno le aree di frustrazione, e da che cosa dipendono.
  4. Come interagire con chi funziona in un modo diverso dal proprio.

Che cosa restituisce a una squadra

  1. Come integrare capacità e caratteri diversi invece di limitarsi a metterli nella stessa stanza.
  2. Quali abilità dei singoli possono essere messe a servizio del gruppo, e su quali attività.
  3. Su che cosa si può costruire una strategia che regga.
  4. Quali valori sono condivisi davvero, al di là di quelli dichiarati.

Come si svolge

L’assessment è fatto di prove situazionali: si chiede alla persona di portare a termine un compito calandosi in una situazione data, invece di rispondere a domande su di sé. La differenza conta, perché quello che emerge è un comportamento e non l’opinione che uno ha di sé.

Quello che si osserva non è il gesto in quanto tale. È quello che il gesto lascia intendere di come la persona affronta le cose.

Da dove viene la parola

Assessment viene dal latino assidere, sedere accanto al giudice, e dalla stessa radice arriva assise, la sessione dei giudici. In inglese vale valutare e stimare, ma il senso più vicino a quello che si fa qui è fare il bilancio di qualcosa: un processo che dura, non un verdetto istantaneo.

Il metodo strutturato nasce durante la seconda guerra mondiale, dentro l’Office of Strategic Services americano, che lo usava per selezionare e orientare i propri agenti. Dalle organizzazioni militari è poi passato alle aziende.

Dove sta nel percorso

L’assessment produce i due profili, individuale e di squadra, su cui si appoggia tutto il resto del percorso. Senza quelli l’allineamento si fa alla cieca, e la divisione dei compiti resta l’opinione di chi la propone.

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