Team Building Cooking

Si cucina insieme, e alla fine si mangia quello che si è fatto

Com’è, dal vivo

Un video dice in trenta secondi quello che una pagina spiega in mille parole: com’è il rumore, quanto si ride, cosa fanno le mani.

Il format più facile da far funzionare che abbiamo

Cucinare insieme è una cosa che le persone sanno già fare in gruppo, ed è la ragione per cui questo format riesce quasi sempre. Zero curva di apprendimento, zero imbarazzo iniziale, nessuno che si chiede se sarà all’altezza. Ci si mette il grembiule e si comincia.

Sotto la superficie, però, una cucina è un piccolo sistema produttivo con tutti i problemi di un’azienda: risorse limitate, tempi stretti, dipendenze fra le fasi, qualcuno che deve decidere e qualcuno che deve eseguire. Se la brigata non si organizza, la cena esce tardi e male. La metafora si spiega da sola, perché i partecipanti la vedono succedere.

E poi c’è la fine

Quasi nessun format di team building si chiude con tutte le persone sedute allo stesso tavolo a mangiare quello che hanno fatto insieme. Questo sì.

È la parte che si ricordano, ed è anche la parte in cui succede il lavoro vero: a tavola le conversazioni sono diverse da quelle in sala riunioni, e le persone che durante l’attività non si erano parlate finiscono per farlo davanti a un piatto. Quello che il team si porta via è un risultato che è di tutti, e la fiducia nel pezzo di lavoro fatto da un altro.

Tre partecipanti con cappello da cuoco stendono la sfoglia durante un team building cooking

Quando ha senso sceglierla

Funziona bene se

  • vuoi un’attività che nessuno possa vivere come un’imposizione
  • il gruppo è misto per età, ruolo e condizione fisica: qui partecipano tutti
  • l’occasione è celebrativa: una festa di Natale, la chiusura di un anno, un traguardo
  • hai poche ore, magari serali, e vuoi restare in zona
  • ci sono persone nuove da integrare: il tavolo comune fa metà del lavoro

Funziona meno bene se

  • il gruppo è grande e hai scelto un format legato al forno: Pizza da sola regge fino a 30 persone, oltre si passa al misto Pizza e Pasta; Pasta Making, Cocktail e Finger Food invece scalano senza limiti pratici
  • l’obiettivo è un lavoro strutturato su un cambiamento dichiarato: guarda Training
  • hai meno di due ore e mezza: sotto quella soglia si taglia la parte in cui si mangia, che è quella che conta

Undici modi di cucinare insieme

Pasta Making

Una cucina si trasforma in pastificio e i colleghi diventano sfoglini. Sembra leggero, e lo è. Intanto il team attraversa un processo intero, impasto, sfoglia, forma, cottura, con i passaggi di mano tra una postazione e l’altra, e scopre dove si perde qualità quando la comunicazione tra due fasi salta. Il risultato si giudica a tavola, tutti insieme. Il team si porta via un processo efficace visto dall’inizio alla fine, e la fiducia nel lavoro fatto dalle mani di un altro.

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Un partecipante inforna una pizza nel forno a legna con la pala

Pizza Making

Impastare, condire, infornare. Il più richiesto della famiglia, ideale fino a 30 persone: il forno è uno, e mettersi d’accordo sui turni è già metà del lavoro.

Un gruppo in grembiule cucina insieme ai fornelli

Cooking Classico

Le squadre preparano l’intero menù di una cena, un piatto ciascuna, e la cena esce bene solo se i tempi delle squadre si parlano. Alla fine ci si siede a mangiare quello che si è cucinato.

Molte squadre in cappello da cuoco alle postazioni di una sala grande

Show Cooking Challenge

Una sfida a squadre sulla cucina internazionale, dagli antipasti ai dessert. Il menù si progetta prima, ed è lì che si decide chi fa cosa.

Tre partecipanti durante la sfida di miscelazione, uno con lo shaker in mano

Cocktail Challenge

Shaker, ingredienti e barman professionisti. Ogni squadra inventa il proprio cocktail, gli dà un nome e lo porta in giuria: un’idea che diventa un prodotto in un’ora.

Vassoi di stuzzichini preparati dai partecipanti

Finger Food Factory

Stuzzichini, tapas e porzioni da un boccone, pensate per essere prese in mano. Scala bene sui numeri alti, e insegna a produrre in serie senza perdere la qualità.

Un piatto di sushi preparato durante l’attività

Sushi Making

Un maestro sushi guida le squadre, dal warm-up sulle tecniche alle mani in pasta. Strumenti e ingredienti li portiamo noi; la precisione si impara insieme.

Mani che modellano pasta di zucchero colorata

Cake Design

Si decorano dolci con maestri pasticceri: glasse, coloranti, perline di zucchero e glitter commestibili. Un’idea condivisa, poi le mani di tutti.

Mani che decorano un uovo di cioccolato con confetti colorati

Choco Making

Un maître chocolatier guida la preparazione delle praline: si temperano, si modellano, si riempiono e si decorano. La temperatura non perdona chi va di fretta.

Un partecipante bendato durante una degustazione alla cieca

Wine Experience

Tre strade attorno al vino: la vendemmia in vigneto, la composizione di una ricetta propria, o i Wine Games a squadre. In tutte e tre si sceglie insieme, e si assaggia insieme.

La brigata in giacca e cappello da cuoco davanti al banco del pesce sul ghiaccio

Cucina con Azoto Liquido

Si cucina a meno 196 gradi: gelati in trenta secondi, meringhe che fumano. Spettacolo e chimica, con lo chef che guida le mani.

Tre domande e il format viene da sé

Quanti partecipanti? È la domanda che restringe di più il campo, e la ragione è banale: il forno è uno. Fino a 20-30 persone funzionano tutti i format. Oltre le 30 servono lavorazioni che scorrano in parallelo, il misto Pizza e Pasta, il Finger Food, perché la pasta e gli stuzzichini fanno a meno del forno e si evitano le code. Pasta Making è il format che scala meglio di tutti: lo abbiamo portato fino a 300 partecipanti. Subito dopo viene Cocktail Challenge, arrivato a 260.

Che occasione è? Una cena di Natale chiede un format conviviale: Cooking Classico, Cocktail. Una giornata di lavoro con un obiettivo dichiarato chiede una struttura competitiva con debriefing: Show Cooking, Finger Food Factory.

Quanto tempo hai? Due ore e mezza sono il minimo. Tre ore e mezza sono la durata in cui questi format danno il meglio. Una serata intera permette di aggiungere la degustazione o la giuria.

Quando quello che emerge merita un dopo

Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.

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Parliamo del tuo prossimo team building

Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.

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