Cucina con Azoto Liquido
Centonovantasei gradi sotto zero, e il team cucina
Com’è, dal vivo
Un minuto di azoto liquido: il vapore che scende dal tavolo, e il gelato pronto in trenta secondi.
L’azoto liquido raffredda gli alimenti a una velocità che nessun congelatore raggiunge. Basta questo perché un gruppo di persone che non ha mai cucinato insieme si trovi a produrre, nel giro di pochi minuti, qualcosa che somiglia all’alta cucina.
Che cosa fa l’azoto liquido
Aggiunto a un alimento, lo porta a meno 195,82 gradi. A quella temperatura i cristalli di ghiaccio non hanno il tempo di formarsi grossi: si ottengono gelati estemporanei di una finezza che a mano non si raggiunge, e contrasti che sorprendono al primo assaggio, come un boccone bollente dentro e ghiacciato fuori. L’azoto è anche un estrattore di aromi: il sapore degli ingredienti esce più netto.
È sicuro, e vale la pena dirlo subito perché la domanda arriva sempre: l’azoto non è altro che la parte più abbondante dell’aria che stiamo respirando adesso. A temperatura ambiente evapora e se ne va. Il fumo bianco che si vede nelle foto è esattamente quello: azoto che torna a essere aria.
Come si svolge l’attività
I partecipanti vengono divisi in squadre e affiancati da uno chef. Dopo il briefing sulla manipolazione in sicurezza, ogni squadra lavora la propria proposta e la porta al tavolo comune. Segue il de-briefing: si assaggia, si guarda che cosa ha funzionato e come ogni squadra si è organizzata per arrivarci.
Perché sta fra le attività estreme
Perché l’effetto è spettacolare, e perché l’azoto non ha bisogno di una cucina: basta un tavolo. Si fa in sala, in un ristorante o in azienda, ed è la versione più frequente. Ma si porta anche fuori, e in quota diventa un’altra cosa: il bancone di neve fa da piano di lavoro, il freddo smette di essere un problema e diventa parte del format, e si abbina alle altre attività sulla neve nella stessa giornata.

Quando quello che emerge merita un dopo
Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.
Parliamo del tuo prossimo team building
Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.
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