Come organizzare un team building
Le domande da farsi prima, nell’ordine in cui conviene farsele.

Prima domanda: formazione o premio?
È la scelta da cui dipende tutto il resto, e viene confusa di continuo. Sono due eventi diversi, e possono anche essere due momenti distinti della stessa giornata, purché si sappia quale si sta facendo.
Se l’obiettivo è formare, integrare persone nuove, cambiare il modo in cui il gruppo lavora insieme e superare delle resistenze, si sta progettando un training, e la giornata va costruita attorno al debriefing.
Se l’obiettivo è premiare, creare un ricordo e rafforzare il senso di appartenenza, si sta progettando un incentive, e la giornata va costruita attorno all’esperienza. È il caso di una festa, di un Family Day o dell’accoglienza di ospiti stranieri.
Quando, chi, perché
Tre gruppi di domande a cui rispondere prima di guardare qualsiasi catalogo di attività.
Quando
In che occasione cade l’evento, se dentro un momento di crisi o dentro una celebrazione di risultati: da questo dipende il tono. In che stagione, perché decide fra un format all’aperto e uno al chiuso. In che momento della giornata e con quanto tempo a disposizione, perché decide la lunghezza del briefing e il ritmo di tutto il resto.
Chi
Persone dello stesso team o di team diversi. Solo dipendenti oppure anche clienti. Stesso livello gerarchico o livelli misti. Stessa fascia d’età o più generazioni insieme. Stessa provenienza e stessa cultura aziendale, oppure no. Ognuna di queste risposte esclude qualcosa.
Perché
Una crescita troppo rapida, una crisi di mercato, un meeting fra task force diverse. Oppure una fusione o un’acquisizione, che è il caso più delicato: persone con culture aziendali diverse si trovano a collaborare, e manager che nella vecchia struttura erano superiori si ritrovano alla pari con chi prima stava sotto. Sono situazioni che generano incomunicabilità, e conviene affrontarle prima che si assestino.
Scegliere l’attività
Le tipologie sono oltre un centinaio e la scelta si fa a partire dallo scopo, non dal fascino dell’attività.
- Training, per formare e integrare persone nuove nel gruppo.
- Azione e avventura, per rimettere in moto le persone dentro un convegno e mettere alla prova collaborazione e problem solving.
- Musica, per lavorare su comunicazione e ascolto reciproco.
- Creatività, per rendere esplicite vision, mission e valori e per far immaginare il futuro dell’azienda.
- Cooking, per la divisione del lavoro, con il vantaggio che alla fine si cena.
- Urban Game, per far scoprire il territorio a un gruppo che viene da fuori.
- Social, per costruire spirito di squadra facendo qualcosa che serve a qualcun altro.
La location
Il luogo crea il tono prima che cominci qualsiasi cosa, e ogni scelta porta con sé un difetto da mettere in conto.
Una location esclusiva impressiona i clienti importanti, e il fascino non coincide con la comodità: un castello autentico può non avere i servizi tecnologici che si danno per scontati. Una struttura rustica in campagna favorisce l’informalità ed è ottima per lavorare all’aperto, ma complica gli spostamenti. Un albergo in città o vicino a un aeroporto si sceglie per la comodità di chi arriva da lontano. Una baita in montagna è perfetta per l’azione e l’avventura, e va pesata sul tempo che serve per raggiungerla.
L’errore più frequente è scegliere al ribasso guardando solo il prezzo, e trovarsi con un servizio sotto le aspettative dei partecipanti.
Progettare la giornata
Serve un progetto nel dettaglio, una scaletta strutturata che resti flessibile, i materiali procurati in anticipo, i coach ingaggiati e i fornitori scelti.
Sui fornitori c’è una distorsione ricorrente: si mette tutta l’attenzione sul catering e si trascura il resto. Audio, video, regia, personale di servizio, gadget e materiali dell’attività pesano sulla riuscita quanto il pranzo.
Per capire se un fornitore è affidabile, le cose da verificare sono poche e concrete. Che non sia un intermediario. Che abbia foto e video di eventi già fatti, perché se non ne ha non li ha mai fatti. Con chi ha lavorato prima. Se il servizio è costruito su misura o è preconfezionato. Come si comporta durante il briefing, cioè se ascolta le esigenze particolari o recita il suo copione.
Il metodo Van Halen
C’è un modo elegante per scoprire se qualcuno ha letto il contratto fino in fondo, e lo hanno inventato dei musicisti.
Nei contratti dei loro tour i Van Halen inserivano una clausola: nel backstage doveva esserci una ciotola di M&M’s senza nessun confetto marrone, pena la risoluzione immediata del contratto. Sembra un capriccio da rockstar, e non lo era.
Il contratto conteneva anche pagine di prescrizioni tecniche sulla portata dei palchi e sugli impianti. Se i confetti marroni erano nella ciotola, voleva dire che l’organizzatore non aveva letto tutto, e allora conveniva ricontrollare le cose da cui dipendeva la sicurezza. La ciotola era una spia, e costava niente da guardare.
Non serve chiedere niente di così bizzarro a un fornitore. Serve avere un modo per verificare, prima dell’evento, se ha letto davvero quello che gli avete mandato.
Il giorno stesso
Una checklist delle cose da fare e dei materiali da controllare. Ruoli e responsabilità assegnati in modo che nessuno debba chiedere. Presidio in tutti i luoghi dell’evento. Coordinamento fra catering, regia, audio e luci. Attenzione costante a come stanno i partecipanti.
E una scaletta rispettata, che non sia frenetica e soprattutto non abbia tempi morti. I vuoti sono il punto in cui un gruppo si disperde, e recuperarlo dopo costa più di quanto si pensi.
Quando quello che emerge merita un dopo
Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.
Parliamo del tuo prossimo team building
Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.
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