Libri sul team building
Quelli che abbiamo letto davvero e che continuiamo a consigliare. Trentanove titoli: alcuni sono classici, altri no.
Non è una bibliografia esaustiva e non vuole esserlo. Sono i titoli che ci hanno cambiato il modo di lavorare, o che regaliamo ai clienti quando chiedono da dove cominciare. Si leggono anche senza essere del mestiere.
Il nostro

Il Tempo Vola e il Pilota Sei Tu
Giovanni Gambardella · 2019
Uscito anche in inglese come Time Flies and the Pilot Is You, arrivato primo di categoria su Amazon. Parla di gestione del tempo, ma il punto non è l’agenda: è cosa succede quando smetti di subire il tuo tempo e cominci a deciderlo. Da lì è nato il lavoro sull’allineamento, che poi è diventato Performing Tribes. È il libro di casa, e l’unico di questo scaffale che abbiamo scritto noi.
Sulle dinamiche di squadra
Quasi mai il problema è la competenza: è che nessuno dice quello che pensa finché non è troppo tardi.

La guerra nel team
Patrick Lencioni · 2002
Titolo originale: The Five Dysfunctions of a Team
Le cinque disfunzioni di un gruppo, raccontate come un romanzo aziendale. È il libro che consigliamo per primo a chi ci dice «il mio team non si parla»: in tre ore capisci perché, e riconosci la tua squadra a pagina venti. Sta qui perché parte dalla fiducia e non dalle procedure, che è l’ordine giusto. Esiste anche il quaderno Overcoming the Five Dysfunctions of a Team e una versione a fumetti, se vuoi farlo girare. La stessa cosa la alleniamo sul campo con la fase di Allineamento.

The Ideal Team Player
Patrick Lencioni · 2016
Disponibile in inglese
Assumi una persona brava e il gruppo peggiora: capita, e di solito nessuno sa dire perché. Lencioni propone tre qualità da cercare in chi entra, e sono comportamenti osservabili invece che aggettivi da annuncio. Sta sul nostro scaffale perché serve più ai responsabili che ai selezionatori: aiuta a capire chi hai già in squadra, non solo chi assumere. Dopo un’attività si vede bene chi dei tre pezzi ce l’ha e chi no.

The 6 Types of Working Genius
Patrick Lencioni · 2022
Disponibile in inglese
Ci sono persone che si accendono a inizio progetto e si spengono alla consegna, e altre il contrario. Lencioni dà un nome a sei modi di dare valore al lavoro, e spiega perché mettere qualcuno nel posto sbagliato lo stanca anche se è capace. È il libro che usiamo quando un team litiga sui tempi e il problema non sono i tempi. Si vede chiaramente nelle attività a squadre, dove i ruoli si distribuiscono da soli in dieci minuti.

The Culture Code
Daniel Coyle · 2018
Disponibile in inglese
Perché certi gruppi si fidano in due settimane e altri non ci arrivano in due anni? Coyle è andato a guardare dentro squadre molto diverse fra loro e ha trovato gli stessi segnali, piccoli e ripetuti. Sta qui perché smonta l’idea che la cultura sia un poster in corridoio: è fatta di gesti, e i gesti si allenano. C’è anche The Culture Playbook, più pratico, se cerchi esercizi da usare il giorno dopo.

The Fearless Organization
Amy C. Edmondson · 2018
Disponibile in inglese
In quante riunioni qualcuno ha visto il problema e non l’ha detto? Edmondson ha misurato la sicurezza psicologica per anni e mostra che le squadre migliori non sbagliano meno: segnalano di più. È il libro che citiamo quando un cliente ci chiede di «migliorare la comunicazione» e intende far parlare chi tace. Nelle nostre attività con il tempo che scorre si vede subito chi si sente libero di dire che la strada è sbagliata.
Sul team coaching
Allenare un gruppo non è allenare le persone una per una, e confondere le due cose costa mesi di lavoro.

Coaching the Team at Work
David Clutterbuck · 2007
Disponibile in inglese
Il testo di riferimento per chi il team coaching lo fa di mestiere. Più tecnico degli altri, e onesto sulla differenza fra allenare un gruppo e allenare le singole persone che lo compongono: una distinzione che sembra accademica finché non ti ci scontri. Sta qui perché è il libro che ci ha costretti a essere precisi su cosa promettiamo. Se vuoi vedere come la mettiamo in pratica, è tutto nel percorso Performing Tribes.

Coaching strategico
Roberta Milanese e Paolo Mordazzi
Dalla scuola di Palo Alto e dal modello di Arezzo. Utile perché parte da un’idea diversa: non capire il problema a fondo, ma trovare la mossa minima che lo sblocca. È il contrario dell’analisi infinita, ed è quello che serve quando la squadra sa già tutto di sé e non si muove lo stesso. Lo teniamo accanto agli altri perché ci ricorda che a volte basta cambiare una regola, non le persone.

Tribal Leadership
Dave Logan, John King e Halee Fischer-Wright · 2007
Disponibile in inglese
Dentro ogni azienda convivono gruppi che parlano linguaggi diversi, e qualcuno vive ancora in «io sono bravo» mentre il reparto accanto è già a «noi siamo bravi». Il libro mette in fila questi stadi e spiega perché non si salta: si attraversano. È il testo che ci ha dato il nome di Performing Tribes, e l’idea che una squadra si allena partendo da dove sta davvero, non da dove vorresti che fosse.
Sulle conversazioni che costruiscono fiducia
Le decisioni importanti si bloccano quasi sempre su una conversazione che qualcuno rimanda da settimane, sperando si risolva da sola.

Dare to Lead
Brené Brown · 2018
Disponibile in inglese
Dare un riscontro scomodo costa, e quasi tutti scelgono di rimandare. Brown lavora sulla vulnerabilità come competenza da esercitare, non come confessione pubblica, e questa distinzione salva molte riunioni. Sta sul nostro scaffale perché i responsabili che leggono solo libri di strategia poi non sanno cosa dire a una persona che sbaglia. È materiale che si incrocia bene con il lavoro sulla leadership, dove il tema torna a ogni sessione.

Radical Candor
Kim Scott · 2017
Disponibile in inglese
O sei gentile e non dici niente, o sei diretto e passi per stronzo. Scott mostra che è una falsa scelta e dà due assi per uscirne: tenere alla persona e dirle le cose. Lo consigliamo a chi ha appena ricevuto una squadra e non sa come correggere senza rompere. Il giorno dopo un’attività, in debriefing, è il modello che usiamo per far dire ai partecipanti le cose che si erano tenuti.

Crucial Conversations
Kerry Patterson, Joseph Grenny, Ron McMillan e Al Switzler · 2001
Disponibile in inglese
Quelle tre o quattro conversazioni all’anno in cui ti giochi tutto, e che rimandi da mesi. Il libro le smonta in passaggi ripetibili, con molta attenzione a cosa succede quando l’altro si chiude o alza la voce. È vecchio e continua a funzionare. Sta qui perché la maggior parte dei problemi che ci portano i clienti non è di competenza: è una conversazione che nessuno ha avuto, e che si allena nel percorso di comunicazione.

Supercommunicators
Charles Duhigg · 2024
Disponibile in inglese
Due persone parlano della stessa cosa e non si capiscono, perché una cerca una soluzione e l’altra cerca di essere ascoltata. Duhigg mostra che ogni conversazione è di tre tipi diversi, e che quasi tutti i litigi nascono dal non capire a quale stiamo partecipando. È il più recente del gruppo ed è anche il più facile da passare a qualcuno che non legge saggistica. Si nota subito nelle attività dove bisogna decidere in fretta parlando poco.
Su squadre multiculturali e diversità di pensiero
Una squadra che pensa tutta allo stesso modo sembra efficiente, finché non arriva un problema che nessuno ha mai visto.

The Culture Map
Erin Meyer · 2014
Disponibile in inglese
Il collega olandese ti sembra brusco e quello giapponese impossibile da interpretare, e nessuno dei due fa niente di strano. Meyer mette otto assi culturali uno sotto l’altro e spiega perché lo stesso feedback cambia significato attraversando una frontiera. È il libro che rileggiamo prima di ogni progetto nel Golfo. Se lavori con squadre sparse su più paesi, vale più di qualsiasi corso di team building a distanza.

Rebel Ideas
Matthew Syed · 2022
Disponibile in inglese
Una squadra di persone molto brave che pensano tutte allo stesso modo prende decisioni peggiori di un gruppo misto. Syed lo racconta con casi dove questo è costato caro, e spiega perché la somiglianza sembra efficienza finché non arriva un problema nuovo. Sta qui perché la diversità di pensiero è la cosa che le aziende dicono di volere e poi selezionano via. Lo vedi succedere in ogni attività di problem solving a squadre.

Give and Take
Adam Grant · 2013
Disponibile in inglese
Nelle squadre ci sono quelli che danno, quelli che prendono e quelli che pareggiano, e Grant mostra con i dati che chi dà finisce sia in cima sia in fondo alle classifiche. Il punto è come dà, non quanto. Lo consigliamo a chi sospetta che nel suo gruppo la generosità stia diventando un costo per le stesse due persone. Nelle attività con uno scopo esterno questi ruoli emergono in mezz’ora.
Su leadership e visione, anche dal palco
Guidare non vuol dire imporsi, e questi libri arrivano da discipline lontane per dire la stessa cosa sulla direzione.

Leadership e visione creativa
Robert B. Dilts
Dilts viene dalla programmazione neurolinguistica e i suoi livelli logici sono uno degli strumenti che usiamo davvero in aula, non una citazione di cortesia. Il capitolo sulla differenza fra visione, missione e ambizione vale il libro, perché è il punto in cui quasi tutte le squadre si perdono: credono di avere un problema di obiettivi e hanno un problema di direzione. È la radice del lavoro che facciamo sull’Allineamento.

La forza dentro
Max Calderan
Calderan attraversa deserti a piedi dove nessuno era passato prima. Non è un libro di management e proprio per questo funziona: dice cose sul limite e sulla preparazione che in un manuale suonerebbero retoriche, e invece lì sono fatti. Lo teniamo perché serve a chi confonde la resistenza con l’improvvisazione: dietro ogni traversata ci sono mesi di preparazione noiosa. Lo stesso principio regge una giornata di Survival.

The Art of Possibility
Rosamund Stone Zander e Benjamin Zander · 2000
Disponibile in inglese
Un direttore d’orchestra e una terapeuta scrivono insieme sul cambiare la cornice invece del contenuto, e il risultato è il libro meno aziendale di questo scaffale. Sta qui perché insegna una mossa che usiamo spesso: quando una squadra è bloccata su chi ha ragione, conviene cambiare la domanda invece di arbitrare. Se ti incuriosisce la parte sul dirigere un gruppo senza fare rumore, guarda l’Orchestra.

Yes to the Mess
Frank J. Barrett · 2012
Disponibile in inglese
Barrett suona jazz e insegna organizzazione, e usa la prima cosa per spiegare la seconda: come si improvvisa insieme senza che venga il caos, e perché serve una struttura minima condivisa. È il libro giusto per chi guida squadre in contesti che cambiano ogni trimestre e non può permettersi un piano rigido. Lo stesso meccanismo lo mettiamo in scena con il Corporate Song, dove in poche ore nasce un pezzo da zero.

Impro
Keith Johnstone · 1979
Disponibile in inglese
Johnstone insegnava teatro e ha scritto il libro più utile sullo status fra persone che conosciamo. Spiega perché in ogni riunione qualcuno si alza e qualcuno si abbassa, anche senza dire una parola. Non parla di aziende e si legge come un manuale di sopravvivenza sociale. Sta sul nostro scaffale perché i facilitator lo studiano: è la base di quello che succede in Teatro d’Impresa.
Su gioco, umorismo ed energia al lavoro
Ci hanno insegnato che divertirsi e lavorare siano opposti, e questi libri spiegano quanto costa continuare a crederci.

Play
Stuart Brown · 2009
Disponibile in inglese
Da qualche parte abbiamo deciso che divertirsi al lavoro sia il contrario di lavorare. Brown ha passato la carriera a studiare il gioco negli animali e negli esseri umani, e mostra che toglierlo costa in creatività e in capacità di adattarsi. È il libro che tiriamo fuori quando qualcuno ci chiede se un’attività serve davvero a qualcosa. La risposta lunga è questa; quella corta la vedi il giorno dopo, in come la squadra si parla.

Humor, Seriously
Jennifer Aaker e Naomi Bagdonas · 2020
Disponibile in inglese
Due docenti di Stanford hanno misurato cosa succede quando una squadra ride insieme, e i numeri sono meno banali di quanto il titolo lasci pensare. Non è un manuale di barzellette: distingue l’umorismo che include da quello che esclude, che è la differenza fra una squadra sciolta e una squadra con una vittima. Lo consigliamo ai responsabili convinti che la leggerezza tolga autorevolezza. Toglie distanza, che è un’altra cosa.

The Power of Fun
Catherine Price · 2021
Disponibile in inglese
Price distingue il divertimento vero da quello che ci raccontiamo, e la differenza è che il primo lascia qualcosa e il secondo consuma tempo. Serve a chi organizza eventi: aiuta a capire perché una serata costosa può lasciare il gruppo come l’ha trovato. Sta qui perché descrive bene l’ingrediente che cerchiamo in ogni giornata, cioè gioco, connessione e un po’ di sospensione delle regole, tutti e tre insieme.

Alive at Work
Daniel M. Cable · 2018
Disponibile in inglese
Le persone non sono pigre: sono spente, e spesso è il sistema che le ha spente. Cable lavora sui meccanismi che riaccendono la curiosità e mostra che bastano cambiamenti piccoli e ripetuti, non riorganizzazioni. Lo teniamo perché è il libro che risponde meglio alla domanda «e dopo la giornata insieme, cosa resta?». Resta se il lunedì qualcuno cambia davvero un modo di lavorare, ed è il senso del percorso invece della singola giornata.

Yes, And
Kelly Leonard e Tom Yorton · 2015
Disponibile in inglese
Arriva dal Second City di Chicago, che insegna improvvisazione da sessant’anni, e traduce le loro regole in mosse per riunioni. La prima è accettare la proposta dell’altro prima di aggiungere la tua, e sembra ovvia finché non conti quante volte in un’ora qualcuno dice «sì, ma». Lo usiamo come riferimento per gli esercizi di apertura e per gli icebreaker che devono sciogliere un gruppo in dieci minuti.

Fish!
Stephen C. Lundin, Harry Paul e John Christensen · 2000
Disponibile in inglese
Un mercato del pesce di Seattle diventato un caso di studio sull’energia al lavoro. È il più leggero del gruppo, si legge in una sera, e per questo gira bene anche fra chi non legge mai di management. Sta sul nostro scaffale per onestà storica: è uno dei libri che negli anni Duemila ha convinto molte aziende che il clima interno fosse una cosa su cui si poteva lavorare, invece che un destino.

Big Potential
Shawn Achor · 2018
Disponibile in inglese
Achor ribalta l’idea che il risultato sia una faccenda individuale e mostra, con i dati, che il potenziale di una persona dipende da chi ha intorno. È il libro giusto per chi premia solo i singoli e poi si stupisce che nessuno aiuti il collega. Lo consigliamo ai responsabili prima di rivedere gli obiettivi. La parte pratica la alleniamo nelle attività su numeri grandi, dove nessuno arriva in fondo da solo.
Storie di squadra dallo sport
Nello sport i risultati sono pubblici e immediati, e per questo una squadra sportiva mostra prima di altre cosa la tiene insieme.

Legacy
James Kerr · 2013
Disponibile in inglese
Come fa una squadra a restare la migliore del mondo per cent’anni senza cambiare i valori ogni volta che cambia l’allenatore? Kerr è entrato negli All Blacks e ha riportato quindici principi, molto concreti e per niente retorici. È il libro che consigliamo a chi deve costruire regole che sopravvivano a chi le ha scritte. Dentro c’è anche la risposta alla domanda più difficile: come si manda via un campione senza rompere il gruppo.

Leading
Alex Ferguson e Michael Moritz · 2015
Disponibile in inglese
Ferguson ha guidato lo stesso club per ventisei anni, e questo libro è il suo resoconto su come si tiene insieme un gruppo che si rinnova di continuo. La parte sul lasciare andare i giocatori quando sono ancora forti è la più scomoda e la più utile. Lo teniamo perché parla di decisioni impopolari prese in anticipo, che è esattamente la competenza che manca quando una squadra comincia a scricchiolare.

The Boys in the Boat
Daniel James Brown · 2013
Disponibile in inglese
Nove ragazzi senza mezzi arrivano all’Olimpiade del 1936, e il libro passa più tempo sulla sincronia che sulle medaglie. C’è una parola che useremo spesso in debriefing, swing: quel momento in cui il canottaggio smette di essere fatica individuale e la barca va da sola. Sta qui perché è la descrizione migliore che conosciamo di cosa cerchiamo in una squadra, e si capisce senza spiegazioni il giorno dopo.

Eleven Rings
Phil Jackson e Hugh Delehanty · 2013
Disponibile in inglese
Jackson ha vinto undici campionati gestendo alcuni degli ego più ingombranti dello sport, e il suo metodo somiglia poco a quello che ti aspetti da un allenatore. Parla di attenzione, di silenzio e di quando non intervenire. Lo consigliamo ai responsabili che intervengono sempre: è un libro su quanto spazio lasciare. Lo stesso principio lo applichiamo nel percorso, dove il coach accompagna finché le risposte sono della squadra.

Belonging
Owen Eastwood · 2021
Disponibile in inglese
Eastwood ha lavorato con nazionali e squadre olimpiche sulla domanda più semplice e più trascurata: che cosa fa sentire una persona dentro il gruppo. Mette insieme antropologia e spogliatoio senza che stoni. È il libro che leggiamo quando un cliente ci dice che l’integrazione dei nuovi arrivati non funziona: quasi sempre manca un rito d’ingresso, non un corso. Il giorno dopo si vede da chi si siede vicino a chi.

Quiet Leadership
Carlo Ancelotti · 2017
In italiano: Il leader calmo
Ancelotti ha allenato spogliatoi pieni di campioni senza mai alzare la voce, e qui spiega come. È il contro-esempio utile all’idea che guidare voglia dire imporsi: molta della sua autorevolezza nasce dall’ascolto e da una gestione discreta dei conflitti. Lo consigliamo a chi ha ereditato una squadra più esperta di sé. In Italia è uscito come Il leader calmo, ed è un titolo che dice già quasi tutto.
Su esperienze, eventi e incentive
Di un anno di lavoro le persone ricordano tre o quattro momenti, e raramente sono quelli che sono costati di più.

The Power of Moments
Chip Heath e Dan Heath · 2017
Disponibile in inglese
Di un anno di lavoro le persone ricordano tre o quattro momenti, e quasi mai sono quelli su cui hai speso di più. I fratelli Heath smontano cosa rende un momento memorabile e mostrano che si può progettare. È il libro più vicino a quello che facciamo di mestiere: sta qui perché ci ha dato il vocabolario per spiegare ai clienti perché una giornata ben costruita vale più di un anno di comunicazione interna.

The Art of Gathering
Priya Parker · 2018
Disponibile in inglese
La maggior parte delle riunioni e degli eventi comincia senza che nessuno abbia deciso a cosa servono, e si vede. Parker sostiene che riunire persone sia un atto di progettazione, non di logistica, e che la domanda giusta arriva molto prima della sala e del catering. Lo consigliamo a chi organizza convention. Se stai scegliendo cosa mettere dentro una giornata, è più utile di qualsiasi listino: comincia da come si organizza.

The Experience Economy
B. Joseph Pine II e James H. Gilmore · 2011
Disponibile in inglese
Pine e Gilmore hanno scritto nel 1999 che le aziende avrebbero venduto esperienze e non più prodotti, e avevano ragione con vent’anni di anticipo. È il più teorico dello scaffale e il più utile per capire perché un incentive ben fatto vale quello che costa. Sta qui perché è la cornice economica di quello che vendiamo: ci aiuta a spiegare la differenza fra intrattenere un gruppo e trasformarlo.

Unreasonable Hospitality
Will Guidara · 2022
Disponibile in inglese
Guidara ha portato un ristorante al primo posto al mondo lavorando sui gesti che nessuno si aspetta. Non è un libro di ristorazione: è un libro su cosa succede quando una squadra decide che il livello normale non basta. Lo teniamo perché descrive meglio di tutti l’effetto che cerchiamo in una giornata, cioè quel dettaglio inatteso di cui i partecipanti parlano ancora il giorno dopo.
Il metodo dietro il nostro lavoro

Experiential Learning
David A. Kolb · 1983
Disponibile in inglese
Perché un principio discusso a tavolino si dimentica in due settimane e lo stesso principio messo alla prova resta? Kolb ha costruito il modello che risponde a questa domanda: si fa, si guarda indietro, si capisce, si riprova. È la spina dorsale di tutto quello che facciamo, e il motivo per cui ogni nostra attività finisce con un debriefing invece che con un applauso. Il ciclo intero è spiegato nel nostro metodo.
Se ne hai uno da segnalare
Questa pagina si allunga. Se hai letto qualcosa che secondo te manca, scrivici: li leggiamo, e quelli che tengono finiscono qui.
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