Crazy Car Race

Il team costruisce una automobilina e la porta in gara.

Cos’è

Le squadre progettano e costruiscono una piccola automobile senza motore, con materiali di recupero e riciclabili. Poi la portano in pista.

Nella gara si valutano quattro cose: velocità, manovrabilità, tenuta e design. Non basta che vada forte.

I kart costruiti dai partecipanti schierati sulla linea di partenza

Quando ha senso sceglierlo

Funziona bene quando nel gruppo ci sono profili che di solito non si incontrano. Qui servono tre mestieri diversi nella stessa squadra: chi disegna il progetto, chi costruisce e chi decora. Poi serve anche chi guida, e non è detto sia una di quelle tre persone.

Funziona bene anche quando volete un’attività che finisca con qualcosa da guardare. Le auto restano, e sono fotogeniche.

Funziona meno bene se avete mezza giornata scarsa. La costruzione richiede tempo vero, e comprimerla toglie il senso alla gara.

Com’è, dal vivo

Un video dice in trenta secondi quello che una pagina spiega in mille parole: com’è il rumore, quanto si ride, cosa fanno le mani.

Come funziona davvero

Dopo il briefing ogni squadra disegna il progetto su carta, e il progetto viene valutato. Poi arriva la parte che sorprende: i materiali per costruire e decorare non vengono consegnati, si conquistano superando una serie di prove. Chi ha fatto bene in quella fase si ritrova con più cartone, più colore e più pezzi da montare.

Da lì si pianificano le fasi di lavoro, si dividono i compiti e si costruisce. I trainer stanno accanto con martelli e cacciaviti, ma le assi di legno e gli elementi metallici li montano i partecipanti.

Alla fine si corre, una o più manche. È il momento in cui si scopre se le ore spese sulla decorazione erano tempo tolto alla struttura o no.

Tre domande

Bisogna saper costruire?

No. Gli attrezzi sono semplici e i trainer stanno accanto a ogni squadra. Quello che conta di più è decidere presto chi fa cosa, perché le fasi si accavallano.

È davvero ecologico?

L’auto non ha motore e i materiali sono di recupero e riciclabili. Non è una posa: è anche il vincolo che rende il progetto difficile.

Dove si fa?

Serve uno spazio ampio per costruire e un percorso per correre. Va bene un piazzale, un parcheggio chiuso o un capannone.

Quando quello che emerge merita un dopo

Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.

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Parliamo del tuo prossimo team building

Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.

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