Team Building aziendale

Nove famiglie di format per portare un team fuori dall’ufficio, e riportarlo diverso

Fare formazione con le esperienze

Per noi team building significa fare formazione attraverso esperienze che lasciano il segno. Si porta la squadra fuori dalla routine e la si mette in una situazione nuova, dove le abitudini smettono di funzionare e bisogna trovare un altro modo di stare insieme. Si chiama formazione esperienziale, e prende moltissime forme.

Abbiamo raccolto i nostri format in nove famiglie. È il modo in cui i clienti li scelgono davvero, a partire da cosa hanno voglia di fare: chi vuole muoversi guarda Action, chi vuole creare qualcosa guarda Creative o Music, chi vuole che la giornata lasci un segno anche fuori dall’azienda guarda Social.

Nessun format esce dallo scaffale così com’è. Stessa attività, obiettivi diversi, progettazione diversa: l’Urban Game che fa conoscere trenta persone nuove è un altro Urban Game rispetto a quello che fa collaborare due reparti in conflitto. Dentro ogni famiglia la stessa giornata può restare leggera o prendere profondità formativa, e la differenza la fa quello che vuoi che il team si porti a casa.

Le nove famiglie

Un gruppo numeroso in posa in via Montenapoleone a Milano, davanti alle vetrine

Urban

Una città d’arte come terreno di gara: enigmi, tappe, squadre in corsa. Persone di sedi diverse imparano a dividersi il territorio e a fidarsi di chi è lontano.

Il finto ordigno di una Escape Box: candelotti legati, fili colorati, tastierino e un display che segna il tempo rimasto

Escape

Una valigetta chiusa, un timer, scatole una dentro l’altra: si apre solo se ognuno condivide con gli altri idee, intuizioni e soluzioni. Fino a 300 partecipanti, anche in una sala riunioni.

Sei partecipanti in grembiule e cappello da cuoco ridono davanti ai fornelli

Cooking

Si cucina insieme e si mangia quello che si è fatto. In mezz’ora si vede chi organizza, chi esegue e chi assaggia, e si impara che il risultato è di tutti o di nessuno.

I kart costruiti dai partecipanti allineati sulla pista, con gli equipaggi seduti a bordo

Action

Avventura e movimento, dove l’organigramma smette di contare per qualche ora: decisioni sotto pressione, un’esperienza forte in comune, la leadership che emerge dal fare.

Un gruppo con parrucche colorate e papillon ride davanti alla macchina fotografica

Creative

Girare un corto, risolvere un delitto, costruire con i Lego: per creare qualcosa insieme bisogna prima mettersi d’accordo su cosa. Ne escono una visione comune e l’ascolto delle idee degli altri.

Mani e bacchette su rullanti e tamburi durante una sessione di percussioni

Music

La musica come linguaggio comune, dal coro gospel alla canzone aziendale: si suona insieme solo ascoltandosi, e ognuno scopre il proprio ruolo dentro un risultato che nessuno può fare da solo.

Quattro persone sollevano insieme un pannello di legno in una palestra di arrampicata

Social

Il team costruisce, ripara o coltiva qualcosa di concreto destinato a un ente, a una scuola, a una comunità. La responsabilità sociale smette di essere un paragrafo del bilancio e diventa un’azione che si può toccare.

Una squadra in cerchio, di spalle, con le braccia sulle spalle dei compagni

Training

Formazione esperienziale con briefing e debriefing strutturati, per quando l’obiettivo è dichiarato: i comportamenti vengono identificati, e la decisione su cosa cambiare viene presa con metodo.

Dieci partecipanti in videochiamata, tutti con la maschera dell’Enigmista come sfondo, salutano alla fine di una escape room online

Online

Tredici format pensati per lo schermo, per team che si vedono di persona due volte l’anno e che davanti a uno schermo scoprono di saper lavorare insieme.

Centinaia di partecipanti schierati sullo scalone di una villa palladiana

Per grandi eventi

Centinaia di persone in contemporanea, ognuna con qualcosa da fare: una platea che diventa squadra.

Come scegliere il team building più adatto

Capita quasi a tutti, e quasi sempre nello stesso modo: la data è fissata, la location è prenotata, i partecipanti sono più o meno contati. L’attività è l’ultimo pezzo, e deve entrare nello spazio che il resto le ha lasciato.

Per restringere il campo bastano tre cose: l’obiettivo, cioè cosa vuoi che il team si porti a casa dall’esperienza; il numero di partecipanti; il tempo e lo spazio che la sala meeting ti concede.

Sull’obiettivo siamo diretti. Se è «regalarci una bella giornata insieme», va benissimo, e te lo diciamo: si sceglie il format più adatto al gruppo e ci si ferma lì, senza costruirci sopra un percorso che nessuno ha chiesto. Se invece c’è un obiettivo dichiarato, come integrare persone nuove, sciogliere un attrito o preparare un cambiamento, la progettazione parte da lì e guarda soprattutto a Training.

Due strade per arrivarci

Se ti piace vedere tutto, sfoglia le nove famiglie qui sopra: ogni format ti dice cosa succede, per quanti e in quanto tempo. Se invece preferisci arrivare dritto al punto, scrivi obiettivo, numero di partecipanti, data e location nel preventivo rapido e la selezione la facciamo noi: ti rispondiamo in fretta con le proposte che stanno in piedi con quello che hai già deciso.

Quando quello che emerge merita un dopo

Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.

Scopri il Team Coaching →

Parliamo del tuo prossimo team building

Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.

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