Sparkathlon

Il team affronta prove creative con poco tempo a disposizione.

Com’è, dal vivo

Un video dice in trenta secondi quello che una pagina spiega in mille parole: quanto rumore fa una sala, come si muovono le squadre quando mancano due minuti, cosa succede quando la classifica si aggiorna.

Cos’è

Le squadre ricevono sfide creative attraverso un’app, una dopo l’altra, ciascuna con il suo cronometro. Si inventa, si costruisce, si consegna. Il punteggio si aggiorna in tempo reale su una classifica che tutti vedono, fino all’ultima prova.

Due coppie di partecipanti con i tablet durante le sfide

Quando ha senso sceglierlo

Funziona bene quando hai un kick-off o una conference e ti serve qualcosa che alzi l’energia senza chiedere sforzo fisico. Tutto è mentale, creativo, cronometrato, e si fa al chiuso, quindi il meteo non è un problema e nessuno deve cambiarsi.

Funziona meno bene se cerchi un momento riflessivo o poco competitivo. La classifica live tiene tutti sul pezzo, e questo è il punto.

Come funziona davvero

Il gruppo si divide in squadre, ognuna con il proprio dispositivo. L’app rilascia le sfide una alla volta, con un limite di tempo che non si negozia. Un Sparkathlon completo sta fra l’ora e l’ora e mezza.

Le prove si alternano fra quattro tipi. C’è da lanciare un’idea in pochi secondi e renderla convincente. C’è da costruire qualcosa con le mani, un modello o uno schizzo, entro il tempo dato. C’è da spiegare qualcosa a chi non può vederlo, sotto vincoli che complicano la comunicazione. E c’è da risolvere un problema con le sole risorse che avete sul tavolo.

Per dare l’idea: una prova chiede uno spot da trenta secondi per un prodotto improbabile, rivolto a un pubblico che non è il suo, e concede un quarto d’ora per girarlo e consegnarlo.

La classifica cambia dopo ogni consegna, e questo cambia il modo di giocare. Chi è indietro rischia, chi è avanti si irrigidisce. È la parte che assomiglia di più al lavoro vero.

Tre domande

Serve preparazione?

No. Le sfide si scoprono sul momento, ed è costruito perché sia così: nessuno può arrivare preparato, e quindi nessuno parte avvantaggiato.

È adatto a gruppi grandi?

Sì. Il numero di squadre si adatta al gruppo, e le sfide si tarano su obiettivi e dimensione.

Serve attrezzatura particolare?

No, servono l’app e i materiali, che portiamo noi. Bastano una sala capiente e dei tavoli. Si lavora al chiuso, ma se avete uno spazio aperto a disposizione l’attività lo sfrutta volentieri.

Quando quello che emerge merita un dopo

Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.

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