Clima e Ambiente

Come si sta in un posto di lavoro, e che cosa lo rende così.

Quattro colleghi ridono abbracciati in un locale a fine giornata

Il clima si nomina solo quando è già pesante

Di metodi, risultati e obiettivi si parla di continuo. Del clima si parla quando è diventato insostenibile, e a quel punto la conversazione comincia già in salita.

Il clima non ha un termometro. Non c’è un numero da guardare in un cruscotto, e questo lo rende una cosa facile da rimandare finché non presenta il conto.

Tre passaggi, in quest’ordine

  1. Spostare le persone dal loro ambiente. In ufficio, agli stessi posti di sempre, si dicono le cose di sempre. Serve un contesto in cui aprire bocca non sia già di per sé una presa di posizione.
  2. Creare le condizioni dell’ascolto. Chi parla deve sapere in anticipo che quello che dice viene accolto, anche quando è scomodo. Non tutti i momenti di condivisione sono piacevoli, e i più utili di solito non lo sono.
  3. Tirare fuori i rospi. Le cose non dette diventano malesseri stabili. Ma la condivisione da sola non basta, e lasciata lì peggiora le cose: quello che esce va poi elaborato, altrimenti si è solo aperto qualcosa e lasciato aperto.

Fatti i tre passaggi il lavoro non è finito, ed è qui che molti tentativi si fermano. Quello che ha separato il gruppo fino a quel momento deve diventare un punto di partenza comune. Se non succede, è stata una seduta di sfogo.

Il teatro d’impresa

Far parlare le persone di come stanno davvero non è semplice, e chiederlo di petto funziona poco. Uno degli strumenti che usiamo è il teatro d’impresa: si costruisce un personaggio e si dice attraverso quello.

Il vantaggio è preciso. Se parlo io, mi sto esponendo. Se parla un personaggio che ho inventato, e che somiglia molto a me, l’ironia tiene lontano il giudizio e la cosa si riesce a dire. Si lavora anche sulle parole: quali usare, quali evitare, che effetto fanno addosso a chi ascolta.

C’è poi un fatto che dentro una squadra pesa più di quanto si ammetta. Gli stati d’animo si trasmettono. Come è contagiosa una risata, lo è il malumore. Accorgersi in che stato si è, e sapere come cambiarlo, è una capacità che agisce anche su chi sta intorno.

L’ambiente non è soltanto il posto

Ambiente è lo spazio fisico, e non finisce lì. Sono i mezzi che si usano, le comunicazioni interne, il modo di stare insieme, la cultura che si respira.

Il luogo di lavoro non è più quello delle fabbriche di una volta, buio e pericoloso, quindi oggi la domanda è un’altra: se in quel posto ci si rigenera, o soltanto ci si consuma.

C’è un dettaglio pratico che vale più di molte dichiarazioni di intenti. Quello che per l’azienda è prezioso deve restare visibile. La foto di un evento, un prodotto in bacheca, il ricordo di una cosa difficile che è andata bene. Serve nei giorni in cui la motivazione non c’è, e i giorni in cui non c’è sono normali.

Parliamo del tuo prossimo team building

Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.

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