Outdoor Team Building
Il team affronta prove all’aperto, una dopo l’altra.
Com’è, dal vivo
Un video dice in trenta secondi quello che una pagina spiega in mille parole: com’è il rumore, quanto si corre, cosa succede quando l’asse cade.
In ufficio un problema si può rimandare alla prossima riunione, o nascondere in una mail con il responsabile in copia. In un prato, con una prova da superare e dieci minuti sul cronometro, si risolve o si perde, davanti a tutti. È la ragione per cui l’outdoor esiste: quando cambia il posto, cambiano anche le scuse.

Cos’è
Una successione di prove all’aria aperta, tutte diverse fra loro e a ritmo serrato: obiettivi da raggiungere rispettando regole precise, ostacoli da superare, corse contro il tempo. Ogni prova si apre con un briefing e si chiude con un debriefing.
Quello che cambia rispetto a una giornata di formazione al chiuso è il posto. Un prato, un bosco, un parco: lo spazio è grande, si può correre, si può alzare la voce, e le squadre si perdono di vista fra una prova e l’altra. Sono condizioni che cambiano il modo in cui un gruppo si organizza, e lo rendono visibile. Se il posto per te non conta e conta solo il disegno della giornata, la stessa logica al chiuso si chiama Formazione Esperienziale.
Da dove viene
L’outdoor training ha una data di nascita: 1941, Aberdovey, Galles, dove Kurt Hahn aprì la prima scuola Outward Bound per preparare i giovani marinai a reggere le difficoltà del mare. L’idea era semplice: si impara davanti a una difficoltà reale, e si impara insieme. Dagli anni Settanta quel modello è entrato nella formazione manageriale, e da lì nel team building. Noi ne teniamo il principio e lasciamo la retorica: il prato è il pretesto, la squadra è il contenuto.
Cosa rende visibile
All’aperto il feedback è immediato e non si discute: l’asse cade, la corda si allenta, la squadra arriva dopo. Nessuno deve dire a un collega che ha sbagliato, perché lo ha visto. Lo spazio grande obbliga a comunicare in modo esplicito, dato che a trenta metri non ci si sente e non ci si vede. Il ritmo serrato toglie il tempo per le riunioni e mostra chi decide quando decidere costa. E la fatica, poca ma vera, spegne i ruoli d’ufficio: sull’erba l’organigramma pesa meno di un paio di scarpe bagnate.
Come funziona
La giornata è organizzata a postazioni, e i sottogruppi ruotano da una all’altra. Le prove sono di due tipi, e si alternano: quelle fisiche, dove il corpo fa parte del problema, e quelle relazionali, dove il problema è mettersi d’accordo. Prove come un’area da attraversare senza toccare terra con tre assi e sei persone, un oggetto da spostare con corde tenute da tutti, un percorso da fare bendati guidati solo dalla voce, una struttura da costruire con quello che c’è in un tempo che non basta.
Ogni prova ha un briefing, che dà regole, obiettivo e tempo, e un debriefing breve, mentre quello che è successo è ancora fresco. A fine giornata si fa il debriefing lungo, tutti insieme, con il trainer che ha osservato ogni postazione.
Dove si fa
Per il Nord Italia la location più usata è il Parco di Monza, e valutiamo volentieri altri posti se preferisci restare vicino alla tua sede. Servono uno spazio all’aperto abbastanza grande e un punto coperto per il briefing e per il debriefing.
L’orario dipende dalla luce del giorno: è una delle prime cose che ti chiediamo per costruire il programma.
E se piove
È tutt’altro che un dettaglio, e in preventivo te lo mettiamo per iscritto. Insieme all’Outdoor ti proponiamo sempre un’alternativa più flessibile, che si adatta alle condizioni del giorno: il Team Building Survival, oppure una giornata di Formazione Esperienziale che si sposta al chiuso senza perdere l’obiettivo. Vale anche per le limitazioni fisiche di qualche partecipante, che spesso si scoprono all’ultimo.
Cosa ti porti a casa
Le prove chiedono di conoscersi in fretta, di fidarsi del lavoro fatto da un altro e di decidere senza avere tutte le informazioni. Nessuna permette di restare in disparte: sono costruite perché un gruppo che lascia indietro qualcuno perda.
Nel debriefing si guarda quali atteggiamenti hanno aiutato la squadra e quali l’hanno rallentata, sulla base di quello che è successo davvero e non di quello che si sarebbe dovuto fare. È la parte che distingue una bella giornata all’aria aperta da una giornata che si vede ancora il giorno dopo: una prova all’aperto la ricordano tutti per anni, il debriefing serve a ricordare anche cosa ha insegnato.
Quando ha senso
Funziona bene se il gruppo è numeroso e misto, se vuoi che la giornata resti nella memoria del team come una cosa fatta insieme, e se c’è un obiettivo che il debriefing può riprendere: il gruppo continuerà a lavorare insieme.
Funziona meno bene se il tempo a disposizione è sotto la mezza giornata, o se l’obiettivo è un lavoro fine su un conflitto tra due persone: lì servono format più riflessivi, al chiuso.
Tre domande
Bisogna essere allenati?
No. Le prove chiedono coordinamento e testa, prima del fiato. Sono pensate per gruppi misti per età e condizione fisica, e per chi ha una limitazione c’è sempre un ruolo dentro la prova.
Quanto dura?
Una giornata, briefing e debriefing compresi. Esiste la mezza giornata, con meno prove.
Quante persone regge?
Fino a un centinaio, in sottogruppi che ruotano fra le postazioni. Sotto le dodici persone rende meno, perché molte prove vivono sul confronto fra squadre. I gruppi grandi, tra l’altro, sono quelli su cui la ricerca vede l’effetto maggiore: la meta-analisi di Klein e colleghi (2009) trova che il beneficio del team building cresce con la dimensione del team.
Il giorno dopo il team ha una giornata in comune che ricorderà per anni, e un debriefing che gli ha detto cosa farne.
Quando quello che emerge merita un dopo
Un’attività fa emergere molto di come un team comunica, decide e lavora insieme, e a volte quello che emerge merita più tempo, più profondità e un metodo. È lì che può cominciare un percorso di Team Coaching: una strada diversa, da prendere solo se serve, per trasformare quello che la giornata ha reso visibile in un modo nuovo di lavorare insieme.
Parliamo del tuo prossimo team building
Il format puoi anche non averlo ancora scelto. Dicci cosa vuoi che il tuo team si porti a casa, quanti siete e dove sarete, e al resto pensiamo noi: entro 24 ore ricevi una proposta ragionata sul tuo caso, con i format che reggono davanti ai tuoi numeri e con quello che ciascuno lascia al team il giorno dopo.
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