Competenze

Che cosa serve saper fare, e come si capisce se in squadra c’è.

Il pizzaiolo al lavoro davanti alla bocca del forno a legna

Che cos’è una competenza

Una competenza non coincide con una conoscenza. È la capacità di portare a termine un’attività mettendo insieme tre cose: sapere, saper fare e sapersi organizzare. Le prime due senza la terza restano potenziale.

Dipende dalla persona e dipende dal contesto. La stessa persona è competente in un’organizzazione e molto meno in un’altra, e questo rende poco utile valutare le competenze in astratto.

Prima la domanda, poi l’inventario

L’ordine giusto è quello che viene in mente per secondo. Non si parte dalle competenze che ci sono, si parte da quelle che servono: prima si definisce che cosa l’azienda deve saper fare per andare dove ha deciso di andare, poi si guarda quanto di quello c’è già, e a che livello.

Fatto nell’ordine inverso, l’inventario delle competenze diventa una fotografia senza criterio, utile a nessuno.

Il passaggio più scomodo è valutare il livello con onestà. È quello in cui è più facile essere generosi con se stessi.

Tecniche e manageriali

Le aziende piccole partono quasi sempre dalle competenze tecniche, che sono quelle visibili e quelle su cui l’impresa è nata. Sono necessarie, e raramente sono quelle che fanno la differenza.

A spostare il risultato sono più spesso le competenze manageriali, e vale tanto in una multinazionale quanto in un’azienda di famiglia. Sono anche quelle su cui si investe più tardi, perché sembrano meno urgenti di tutto il resto.

Comprare o costruire

Alcune competenze si possono acquistare. Vodafone era forte nella telefonia mobile e meno in quella fissa, e invece di costruire quella capacità internamente ha comprato Tele2, che ce l’aveva già.

Il criterio che se ne ricava è pratico. Le competenze che si trovano sul mercato non sono il core business. Quelle che non si possono comprare, perché nascono dalla combinazione delle risorse e delle persone che stanno lì, sono difficili da imitare e sono esattamente quelle su cui conviene investire, proteggendole e facendole crescere.

Dove sta nel percorso

Le competenze vengono dopo la Vision. La vision dice dove si vuole arrivare e resta sul piano dell’immaginazione. Qui si scende sul concreto e si chiede con che cosa ci si arriva.

È il punto in cui molti percorsi di crescita si fermano. L’obiettivo è stato definito, e quando si tratta di dire con quali strumenti e quali conoscenze lo si raggiunge non c’è risposta. Avere la ricetta senza gli ingredienti porta esattamente dove porta non avere la ricetta.

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